“2 Cavalli & non solo”
BREVE STORIA DELLA NOSTRA CITTÀ

- “Città di
Castello
è una magnifica cittadina situata al’estremo nord
dell’Umbria incorniciata da valli e
fiumi che ne risaltano l’originale bellezza”. G. P.
- I primi
insediamenti umani della zona risalgono al Neolitico; più tardi, furono
gli Etruschi (sponda ovest del Tevere) e gli Umbri (sponda est del Tevere)
a favorire l’urbanizzazione dell’area. Dal III
sec. a.C. la città si alleò con Roma e più tardi (I sec. d.C.)
divenne Municipio. In questo periodo l’intera vallata si arricchì, anche
grazie alla protezione accordatale da Plinio il Giovane che nei pressi
dell’attuale Lama aveva edificato una sontuosa villa (tutt’oggi in parte
visitabile).
-
La
cristianizzazione del zona avvenne, a
detta di alcuni, per opera di San
Crescenziano che secondo la tradizione venne martirizzato a Pieve de’Saddi.
Il primo vescovo della comunità fu tuttavia Eubodio (V sec. d.C.) ma un
ruolo di primo piano ebbe senz’altro S. Florido che fu vescovo dal 540 al
604 d.C. e contribuì alla ricostruzione della città devastata dai Goti di
Totila.

- Quando i
Longobardi occuparono Arezzo (fine VI sec. d.C.) la città si alleò con i
Bizantini cambiò nome e divenne “Castrum Felicitatis” (all’incirca “Città
della Felicità”). Più tardi fu assoggettata comunque dai Longobardi che la
elevarono al rango di Contea, in seguito si alleò con i Franchi, per poi
subire il dominio della Chiesa.
- Nel 1100 d.C. la
città si costituì “Libero Comune” e si dotò di un complesso ordinamento
giuridico-amministrativo. Durante le guerre tra Papa e Imperatore fu ora
Guelfa ora Ghibellina; nel 1230 divenne definitivamente “Civitas Castelli”
sviluppando una importante e significativa cultura locale che risentì, non
poco, dell’influenza di Firenze.
- Fra il 1250 e il
1270 si verificò un vero e proprio “boom edilizio” che comportò l’aggiunta
di nuovi territori all’Urbe e l’allargamento delle mura perimetrali; le
porte cittadine passarono da 4 a 10 e l’aspetto della cittadina divenne
più moderno. Allo sviluppo politico seguì di pari passo
quello economico. Nel 1336 i Tifernati si diedero un nuovo Statuto con il
quale le 56 Corporazioni delle arti e mestieri trovarono valida
rappresentanza. La fervente economia basata sul commercio e
sull’artigianato, si integrò alla perfezione con quella contadina
provocando il passaggio dal modello mezzadrile a quello curtense.
- Alla fine del
‘300, come in molte città italiane, avvenne anche a Città di Castello il
passaggio dal Comune alla Signoria. Una sollevazione fomentata da Firenze
nel 1375 diede il via ad una serie di scontri per il dominio della città.
Finì per emergere la potente casata dei Vitelli, una famiglia di mercanti
locali che venne ripetutamente insidiata da altri signori. Nel 1482 i
Vitelli instaurarono definitivamente la loro Signoria che fu una delle più
rappresentative del Rinascimento italiano. Notevole fu l’opera di
mecenatismo operata da questi Signori Tifernati. Nel 1502 Valentino Borgia
si impossessò però della città a seguito di una congiura ordita contro
Vitellozzo Vitelli. Da quel momento Città di Castello iniziò il suo
declino politico-culturale e solo dopo l’unità d’Italia il paese tornò a
vivere un periodo di floridezza.